Nina
Apro la porta d’ingresso di casa mia e sento solo silenzio. Probabilmente i miei genitori sono già usciti.
≪Elia? Sei in camera?≫. Non ricevo risposta. Forse si è addormentato. Dopo aver appeso la giacca e la borsa vado in camera mia. Non c’è. Poi sento dei rumori dalla cucina e lo trovo ai fornelli che cucina. Lo avevo avvertito che sarei tornata più tardi per stare con Theo, ma l’ora di pranzo è passata.
Indossa il grembiule e mi scappa da ridere. ≪Stai cucinando?≫. Non riesco a trattenermi.
Lui si gira verso di me dubbioso. ≪Che hai da ridere? Non è mica la prima volta che cucino≫.
Mi avvicino a lui e cerco di sbirciare cosa sta cucinando. Spaghetti allo scoglio.
≪Infatti. Ma il grembiule di mia madre su di te mi fa ridere≫. Mi alzo sulle punte per dargli un bacio sulla guancia, sulla fossetta che gli è uscita.
≪Come sta Theo?≫.
≪Tutto bene. Non mi lasciava più≫. Nel frattempo inizio ad apparecchiare. ≪Chiedeva in continuazione “Zio Elia? Zio Elia?”≫. Lui abbassa la testa imbarazzato nascondendo un sorriso timido.
Una volta che abbiamo finito di mangiare sparecchiamo e mettiamo in moto la lavastoviglie. Più di una volta l’ho beccato a fissarmi senza dire niente.
≪Che hai?≫, gli chiedo quasi divertita.
≪Cosa dovrei avere?≫, mi chiede facendo finta di nulla.
≪Non lo so. Mi guardi e non dici nulla≫. Dopo aver pulito la cucina ci mettiamo comodi sul divano in salotto, pronti per guardare la nostra serie tv preferita. Lui sospira e guarda lo schermo della televisione di fronte a noi.
≪Ѐ successo qualcosa con i miei genitori?≫. A quel punto aggrotta le sopracciglia e finalmente mi guarda.
≪Certo che no! Cosa dovrebbe essere successo con i tuoi?≫, ride divertito della mia domanda.
Appoggio la testa sul suo petto e lascio che il battito del suo cuore mi culli mentre lui mi tiene stretta a sé. Non ti addormentare, Nina. Non ti addormentare.
≪Nina, poco fa ho ricevuto una telefonata≫. Lo dice con espressione seria e mi fa preoccupare. Ѐ successo qualcosa di brutto? Mi allontano da lui quanto basta per guardarlo. I suoi occhi sono incastrati nei miei.
≪Ok. E… chi era?≫.
≪Andrea, della casa discografica≫. Fa una pausa. ≪La casa discografica vuole produrre il disco all’estero, in Inghilterra, per poi iniziare un tour≫.
Ѐ una notizia fantastica. So quanto avrebbe voluto portare la sua musica all’estero. E allora perché…
≪Ma Elia è fantastico. Potrai portare la tua musica all’estero!≫. La sua espressione non è esattamente entusiasta. Anzi, è piuttosto serio. Il mio sorriso si affievolisce. ≪Perchè non sei felice?≫.
Si sistema meglio sul divano e non sposta i suoi occhi dai miei.
≪Amore, devo partire tra un mese e mezzo subito dopo lo spettacolo. Dovrò restare lì per un anno≫. Mi stringe ancora di più a sé mentre mi dice che dovrà allontanarsi da me. Per un anno.
Elia è preoccupato per me.
Devo dire qualcosa. Ѐ il suo sogno. Non voglio che pensi a me, non sono così egoista. Non sbatto più le palpebre. Sento gli occhi inumidirsi ma ricaccio indietro le mie emozioni. Mi allontano da lui quanto basta per prendergli le mani.
≪Elia, sono così felice. Davvero. Ti meriti davvero questa opportunità≫. Ed è veramente così. Si merita di vivere il suo sogno. Le persone devono conoscere la bellezza delle sue canzoni.
Lui stringe ancora più forte le mie mani.
≪E tu?≫. Sorride facendomi incantare alla vista delle sue fossette.
≪Io sono qui. Ci vedremo tutti i giorni in videochiamata e mi aggiornerai su tutto. Non è mica così difficile oggigiorno tenersi in contatto≫. Dopotutto è solo un anno e con la tecnologia di oggi è come se fossimo sempre insieme. ≪E poi in un anno avrò anche modo di venire da te≫.
Mi sorride più di prima. ≪Andiamo in pista?≫.
Ne abbiamo bisogno entrambi. Ѐ il nostro mondo segreto ormai.
Per il resto della serata restiamo in pista, io al suo fianco e lui al mio.