Nina
Sono finite le prove dello spettacolo quando io ed Elia usciamo insieme dal teatro per raggiungere il parcheggio. Il freddo pungente mi costringe ad avvicinarmi di più a lui che mi tiene stretta al suo petto per proteggermi dal freddo.
Ormai manca poco più di un mese allo spettacolo e sono molto in ansia. Sono molto soddisfatta di ciò che siamo riusciti a fare e di come stiamo lavorando tutti insieme, cantanti e ballerini. Però arrivati a questo punto è lecito che ci sia un po’ di sana ansia.
≪Elia, tu torna a casa mia, io devo andare a prendere Theo all’asilo. Appena sono pronta torno. I miei fra poco escono per il weekend e potrai stare da solo≫.
Theo è il figlio di sua sorella, suo nipote. Nostro nipote.
≪Da solo? A me in realtà fa piacere parlare con tua mamma≫, mi guarda dall’alto ancora abbracciato a me e mi viene subito da ridere.
≪Vuoi dire che lei parla in continuazione e tu stai zitto. In questo sei uguale a mio padre≫, lo prendo in giro e ridiamo insieme.
Arriviamo di fronte alla mia auto e sblocco le portiere per lanciare il mio borsone sul sedile del passeggero.
≪Ti sei portato le chiavi di casa mia?≫, gli chiedo con ancora la portiera aperta.
≪Sì, tranquilla. Ci vediamo dopo≫. Mi dà un bacio veloce per andare poi verso la sua moto.
Elia
≪Nina sei tu?≫, chiede la mia ormai suocera dalla camera da letto sentendo la porta d’ingresso chiudersi, così la raggiungo.
≪Ciao Clara, sono io≫. Lei si sta piastrando i capelli, quindi mi guarda dal riflesso dello specchio.
≪Elia, tesoro. Come mai siete già a casa? Nina doveva andare a prendere Theo≫.
≪Certo. Infatti io sono venuto da solo. Lei arriverà dopo e mi ha detto di aspettare qui. Spero di non dare fastidio≫.
A questo punto lei appoggia la piastra sul letto e si volta sorridendomi. Sapevo di non dare fastidio. Ero sempre il benvenuto a casa loro, ormai era un po’ anche casa mia. Lei mi vuole bene come se fossi suo figlio e per me è sempre stata come una seconda madre. Nina è fortunata ad avere una famiglia così, anche se nel periodo dell’infortunio si è isolata e li ha esclusi dalla sua sofferenza.
I genitori di Nina sono usciti di casa da dieci minuti quando sento la vibrazione del mio telefono sulla scrivania. Sul display lampeggia il numero della mia casa discografica. Do un’occhiata all’orario e aggrotto le sopracciglia. Non mi chiamano mai ad ora di pranzo. Rispondo subito.
≪Pronto?≫.
≪Ciao Elia. Sono Andrea≫.
≪Ciao Andrea, dimmi pure≫. Mi siedo sulla poltrona di fianco alla scrivania di Nina in attesa di sentire cosa ha da dirmi.
≪Innanzitutto mi scuso per il disturbo in questo orario ma ho una bella notizia per te≫.
Giro lo sguardo verso la finestra e fisso il sole che sembra spiare la mia conversazione all’interno della camera da letto. ≪Che bella notizia?≫.
≪Tieniti libero perchè tra un mese e mezzo circa andrai in Inghilterra per un anno a produrre il tuo ultimo album. Ovviamente seguirà anche il tour in varie tappe che poi ti farò sapere≫. Un anno. In Inghilterra. Tra un mese e mezzo. Un anno. Un anno in Inghilterra.
≪Elia? Mi senti?≫.
Silenzio.
≪Ѐ caduta la linea?≫. Attacca.
Allontano il cellulare dall’orecchio e cerco di rimettere in ordine le parole che mi ha appena detto Andrea. Mi ha appena detto che tra meno di due mesi dovrò partire per un anno.
Il telefono vibra di nuovo tra le mie mani e rispondo.
≪Elia? Mi senti ora?≫.
Mi stropiccio gli occhi e rispondo.
≪Andrea, sì. Ti sento. Hai detto che dovrò andare per un anno in Inghilterra e me lo dici solamente un mese e mezzo prima?≫. Lo dico con un tono più acido del dovuto e non è mia intenzione offendere Andrea. Sta solo facendo il suo lavoro.
≪Mi dispiace, ma ho ricevuto da poco la conferma. Te l’ho detto appena l’ho saputo≫. Lo sento dal tono di voce che non si aspettava la reazione che ho appena avuto. Non è nemmeno da me. Alla fine era ciò che volevo, ossia produrre il mio disco all’estero. Però questo poco preavviso mi fa subito pensare a Nina. Tra un mese circa avremo lo spettacolo e non ci voleva anche questa partenza improvvisa.
≪Va bene, Andrea. Scusami. Ѐ solo che non mi aspettavo di partire così improvvisamente e io chiaramente ho delle persone qui a cui penso. Solo questo≫. Cerco di rimediare scusandomi.
≪Certo, lo posso capire, ma pensavo fosse una bella notizia per te dato che era il nostro obiettivo riuscire a portare la tua musica all’estero. Comunque è solo per un anno, per il momento≫.
≪Per il momento…≫.
≪Beh, Elia c’è anche la possibilità che tu debba fare più tappe, non si sa mai≫.
≪Grazie per avermi chiamato. Ci vediamo settimana prossima per parlare meglio del tour≫.
≪Certamente. Buona giornata≫.
≪Buona giornata e buon lavoro≫. Attacco. Sbuffo e controllo l’ora sul display. Tra poco tornerà Nina a casa.