Segreti e passi perduti

Capitolo 5

Noah

Ci sono riuscito. Sono riuscito a farmi conoscere per entrare nello spettacolo di Nina. Ora devo solo essere sicuro di essere entrato a tutti gli effetti e che mi considerino adatto per il ruolo di antagonista di Elia. Quel ragazzo è senza personalità, come fa Nina a stare con uno come lui? Non parla mai se non viene costretto.

Nell’attesa che inizino le prove dello spettacolo, mi accomodo nella poltrona in prima fila finchè non entra in scena un gruppo di ballerini. Dopo una decina di minuti durante i quali essi si sono riscaldati, entra Nina con il suo portamento elegante e sicuro, scortata da Elia, ovviamente. Non si scolla mai da lei. Devo capire che persona è e che cosa ha attirato l’attenzione di una ragazza così di classe.

Lei purtroppo non si ricorda di me, a quanto pare. Ma io non l’ho mai dimenticata.

La ricordo ancora camminare con naturalezza per i corridoi del liceo, non curandosi delle persone attorno. Non le è mai importato che qualcuno la guardasse e la ammirasse. Non era una ragazza appariscente, ma attirava l’attenzione proprio per la sua bellezza naturale e semplice. Non cercava attenzioni, ma involontariamente catturava occhi esterni. E tra quegli occhi c’ero io. La guardavo ogni giorno a metà mattinata che passava dinanzi alla mia classe insieme alle sue amiche per fare un giro durante la ricreazione. Io uscivo dalla mia aula solo per vederla, per vedere solo lei. Portamento elegante di una ballerina con i suoi lunghi capelli che le ricadevano alla base della schiena. Passava proprio davanti a me lasciando dietro di sé una scia di profumo dolce e delicato. Lei non si è mai accorta di me, ma io sì. Mi ero sempre accorto di lei.

Ha incrociato il mio sguardo solo una volta per sbaglio quando la sua amica per scherzare l’ha spinta proprio verso di me. Quello è stato l’unico momento in cui mi è stata così vicina. Era praticamente tra le mie braccia quando stava per cadere, poi lei con un sorriso imbarazzato si è scusata e velocemente si è allontanata da me, rimproverando la sua amica per la figuraccia commessa. Ma per me non fu una figuraccia. Quello fu il preciso momento in cui iniziai a perdermi nella sua bellezza e nella sua grazia. Seguii con lo sguardo le due ragazze per capire a che classe appartenessero finché non le vidi sparire a due aule dalla mia. Dall’anno della classe riuscì a capire che avevamo la stessa età.

È passato un anno dall’esame di maturità e ora mi ritrovo nuovamente di fronte a lei. Ma questa volta non sarò un personaggio secondario, una comparsa nei corridoi di una scuola. Questa volta sarò il personaggio principale della sua vita. E non parlo solo dello spettacolo che sta organizzando con così tanta dedizione.

È così tenera mentre dirige le prove e tiene il tempo ai ballerini. È molto pignola nella danza e sembra molto precisa anche quando è lei a ballare. Nel canto, invece, è meravigliosa: ha una voce limpida e molto espressiva.

L’ho osservata attentamente anche nei duetti con Elia e sono entrambi molto coinvolti in scena. Chissà se lo sono anche dietro le quinte, lontani dai riflettori.

Al termine delle prove tutti i ballerini vanno nei camerini per cambiarsi, mentre Nina scende dal palcoscenico nella mia direzione con dei fogli tra le mani, così mi alzo.

≪Noah, abbiamo deciso che farai parte dello spettacolo, se tu vorrai. Il tuo ruolo sarà quello di antagonista nella storia d’amore tra il mio personaggio e quello di Elia. Quindi, dovrai mostrare una personalità un po’ ambigua e anche sicura di sé per riuscire a conquistare la ragazza, nonostante lei sia già impegnata e innamorata di un altro uomo. Dovrai essere sfrontato in questa situazione. Credo che per iniziare sia sufficiente sapere questo, poi il resto uscirà fuori durante le prove, tranquillo. Per qualsiasi dubbio io sono disponibile≫, dice con tranquillità, poi mi allunga dei fogli.

≪Queste sono le canzoni che dovresti fare tu, la scaletta e le prove. Nella prima pagina trovi i nostri contatti nel caso avessi bisogno di chiedere informazioni≫, termina osservandomi, nell’attesa che io le assicuri di aver compreso tutto.

≪Perfetto, grazie mille≫, dico afferrando i fogli che mi sta porgendo. ≪Spero di non deludere le tue aspettative≫.

A questo punto lei sorride solamente e mi saluta, per poi risalire sul palcoscenico per riprendere le sue cose.

Credo di aver attirato la sua attenzione. Quando sono entrato la prima volta in questo teatro ricordo ancora la prima espressione di Nina che mi studiava. Probabilmente avrà subito notato la differenza con il suo insipido amato. La personalità non è per tutti a quanto pare.

Ci sono riuscito. Faccio ufficialmente parte del suo spettacolo. Un sorriso spontaneo mi si stampa in viso mentre esco dal teatro.

Nina

≪Andiamo?≫, dico allungando una mano verso Elia che ha appena finito di sistemare le sue cose.

≪Sì, sono pronto≫, afferma prendendo la mia mano.

Una volta raggiunta la mia auto recupero le chiavi e sblocco le portiere.

≪Vuoi andare in pista o sei stanca?≫, mi chiede sottovoce.

≪Ci voglio andare, se tu non sei stanco ovviamente≫.

Mi sorride mostrandomi le sue bellissime fossette, mi innamoro ogni secondo di più. ≪Andiamo≫, dice prima di darmi un bacio dolce e dirigersi verso la sua moto parcheggiata accanto alla mia auto. Mi siedo al posto di guida e partiamo insieme verso la pista che ho fatto creare in una terra di mia proprietà. Ci andiamo spesso io ed Elia per fare una gara di velocità per scaricare la tensione. Amo guidare, soprattutto se ad alta velocità. Solo lui sa dell’esistenza di quella pista e solo con lui condivido questa mia passione.

Abbiamo iniziato a gareggiare tra di noi quando ho smesso di ballare, quando non avevo più una valvola di sfogo, quando non sapevo più come far diminuire la pressione che percepivo addosso e che mi faceva mancare l’aria. Nel primo periodo in cui ho smesso di ballare la tensione nel mio corpo si accumulava piano piano senza mai fuoriuscire, fino a farmi esplodere completamente. Avevo perso la mia identità e non mi davo pace. Ero sul punto di distruggere tutto ciò che mi circondava, chi amavo.

Quando io ed Elia corriamo su quella pista non c’è alcun tipo di pericolo perché ci siamo noi.

Io per lui e lui per me.

Gli avrei affidato la mia vita in mano. La sua moto affianca la mia auto, sia in pista che nella vita reale. È sempre stato così. Io non mi fido delle persone, e nemmeno lui, ma tra di noi è tutto diverso.

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