Nina
Il giorno dopo ci ritroviamo in teatro per iniziare ad adattare le coreografie agli spazi del palco. Inoltre, dovremmo iniziare anche le prove delle parti cantate. Durante una breve pausa mi siedo in un angolo del palcoscenico accanto alle quinte per cambiarmi le mezzepunte e nel frattempo osservo dinanzi a me la platea vuota e le luci soffuse e non riesco a non pensare alla nostalgia che provo ricordando i saggi di fine anno, l’emozione e l’adrenalina che provavo.
Persa nei miei pensieri sussulto quando sento una mano sfiorarmi i capelli. È lui. Elia. Sento il suo profumo. Si è appena seduto accanto a me con le ginocchia trattenute vicino al petto.
≪A che pensi?≫. La sua voce mi ha sempre trasmesso sicurezza e tranquillità, come se comprendesse i miei pensieri e facesse di tutto per farmi capire che lui già sa.
≪Nulla≫, dico solamente, anche se so che lui non mi crede.
≪Nina…≫, volge il viso nella mia direzione, con un leggero sorriso che fa intravedere la fossetta sulla guancia esposta a me. Sa che non è vero e questo gli basta. Così si alza e mi porge una mano per aiutarmi ad alzarmi.
≪Cantiamo?≫. Sorrido e afferro la sua mano. Successivamente, lui si posiziona al piano per iniziare a suonare, facendomi capire immediatamente che canzone ha intenzione di cantare. Nascondo un sorriso abbassando lo sguardo sulle sue mani sulla tastiera.
È “Shallow – Lady Gaga, Bradley Cooper”, la prima canzone che abbiamo cantato insieme sei anni fa. Lui non smette di guardarmi ed io non vedo più niente attorno a noi. Ogni volta che cantiamo insieme si crea una bolla attorno a noi che ci isola dal mondo reale. In questo momento ci siamo solo io e lui su questo palco, in questo teatro, dove lui mi ha vista per la prima volta al saggio, mentre sua sorella ballava sulla mia canzone.
Questa magia, però, viene spezzata da un applauso che sento avvicinarsi dalla platea buia una volta terminata la canzone, così mi giro di scatto. Vedo Nick avvicinarsi entusiasta a passo svelto verso il palco, allarga le braccia ed esordisce con ≪l’ho trovato≫.
Eh?
Sono ancora confusa dal duetto con Elia, quindi inizio a pensare a cosa stesse cercando, ma lui mi anticipa.
≪Ho trovato il rivale in amore della storia che stavamo cercando per lo spettacolo, ricordate? Siamo qua!≫.
Vedo una figura dietro di lui che si avvicina di più alla luce per rivelare la sua identità. Non riesco a vedere molto da qui, quindi strizzo gli occhi per cercare di visualizzare la figura. È un ragazzo alto con i capelli neri, è tutto ciò che riesco a vedere. Alterna lo sguardo tra me ed Elia con aria abbastanza indifferente. Dalla sua espressione annoiata non sembra molto contento di collaborare. Ottimo direi. Vorrei solo sapere Nick dove è andato a prenderlo.
≪Allora? non sei contenta?≫. È troppo fiero di sé per aver trovato una figura “adatta” che non mi sento di dissentire. In fin dei conti nemmeno lo conosco, non posso giudicarlo per una prima impressione. Così sorrido educatamente nella loro direzione mentre noto che Elia non ha ancora detto nulla.
Il mio migliore amico e il ragazzo che ha scelto si avvicinano lentamente e salgono le scalette che portano sul palcoscenico dove siamo io ed Elia. Finalmente riesco a vederlo meglio. Allungo una mano nella direzione del ragazzo per presentarmi.
≪Ciao, io sono Nina≫. Lui mi stringe saldamente la mano presentandosi a sua volta e solo ora mostra un sorriso gentile.
≪Io sono Noah, è un piacere≫. Da qui riesco a vedere che anche gli occhi sono neri.
Elia non accenna a presentarsi così mi volto verso di lui e nuovamente verso Noah, che probabilmente sta aspettando che si presenti anche il mio ragazzo. Lui è una persona molto taciturna e inizialmente studia le persone prima di fidarsi, quindi inizio io a parlare.
≪Lui invece è Elia, il protagonista maschile nello spettacolo e il mio ragazzo nella realtà≫. Solo a questo punto Elia si muove per allungare la mano verso il ragazzo che potrebbe diventare il suo antagonista. In scena, ovviamente.
≪Bene≫, inizio, ≪dovremmo sentirti cantare qualche pezzo, Nick ti ha dato qualche canzone da preparare giusto?≫.
≪Certamente. Sono pronto. Solo… posso usare la chitarra?≫, chiede indicando lo strumento che si trova dietro la prima quinta.
≪Sì, prendi pure≫.
A questo punto prendo dolcemente il braccio di Elia per scendere in platea e ascoltare Noah. Devo almeno capire che cosa sa fare e che canzoni posso assegnargli. Mi siedo in prima fila accanto ad Elia mentre Nick è sparito dietro la prima quinta per far iniziare la musica dal computer. La chitarra la userà nella prossima esibizione. La musica parte e il ragazzo inizia a cantare dietro l’asta.
La prima cosa che penso è che anche quando canta è completamente diverso da Elia, dato che ha una voce decisamente più profonda. Potrebbe essere adatto per il ruolo di antagonista. Noah è il personaggio oscuro, Elia è il vero amore.
Una volta terminato il pezzo si dirige verso la chitarra e approfitto di questo momento per rivolgermi ad Elia.
≪Che ne pensi?≫, lo guardo mentre non distoglie gli occhi dal ragazzo, che nel frattempo sta accordando la chitarra.
≪Credo vada bene, se la cava≫.
Mi volto nuovamente verso Noah quando inizia a suonare la canzone successiva. Una volta terminata raccolgo il mio borsone appoggiato sulla poltrona alla mia sinistra e cerco i miei appunti con tutte le canzoni. Sfogliando le pagine mi rivolgo a Noah.
≪Okay. Adesso vediamo che canzoni fare e ti faccio sapere se la parte è tua. Nel frattempo tu puoi restare qui ad assistere alle prove per prendere confidenza con lo spettacolo e la storia≫. Lui annuisce solamente e scende le scalette del palco per accomodarsi in platea, mentre io ed Elia risaliamo sul palcoscenico per continuare le prove.
Mentre attendiamo che tutti i ballerini siano pronti, ci allontaniamo dietro le quinte per raggiungere i camerini ed è lui il primo a parlare una volta seduti di fronte ai miei appunti di organizzazione.
≪Tu che dici su Noah?≫.
≪Credo sia adatto per la parte. È completamente il tuo opposto soprattutto dal punto di vista vocale, ma anche estetico≫, dico scrollando le spalle.
≪Estetico?≫, chiede aggrottando le sopracciglia e ridendo. Quelle maledette fossette.
≪Sì, estetico. Lui sembra più cupo di te, ha i capelli neri e gli occhi scuri, oltre ad avere la voce più bassa: il tuo perfetto antagonista≫, dico avvicinandomi alle sue labbra per rubargli un bacio. ≪Non guardarmi così, i miei ragionamenti hanno senso≫. Gli metto un finto broncio per farlo sorridere di nuovo e rivedere le sue fossette. Mi innamoro ogni volta anche se lui non lo sa.