Elia
Il mattino dopo non mi sento in perfetta forma, non ho dormito benissimo. Quando arrivo in teatro trovo Nina seduta sul palco che scrive ininterrottamente sul quaderno dove segna gli appunti sullo spettacolo. Starà continuando a perfezionare l’organizzazione fino all’esaurimento. Solo quando sono abbastanza vicino noto nelle prime poltrone dei lunghi capelli scuri ricci. La ragazza subito si accorge di me.
≪Buongiorno Elia! Come va?≫, dice con entusiasmo. È Stella, la migliore amica di Nina. Sarà venuta ad assistere alle prove generali dello spettacolo. Loro due hanno la stessa età e si sono conosciute a scuola. Sono molto legate tra loro e anche se io non ci parlo tantissimo la stimo molto. Credo che sia un’ottima amica.
Mi siedo nella poltrona di fianco alla sua dopo aver dato un bacio a Nina. ≪Tutto bene, grazie. E tu?≫
≪Tutto ok. Stasera ci sarà anche Manuel. Può venire, vero?≫.
Nina alza velocemente lo sguardo su di lei. ≪Si, tranquilla, abbiamo tutta la fila prenotata per parenti e amici≫. Poi torna sul suo quaderno che sta torturando da minuti infiniti.
≪Allora, che mi dite del corpo di ballo e del cast?≫. Sembra molto entusiasta ed emozionata.
È sempre Nina a rispondere senza staccare lo sguardo dai fogli. ≪Professionali. Hanno fatto progressi e abbiamo fatto un buon lavoro insieme≫.
≪Quanto sei impostata! Dammi una recensione con più emozione!≫. Lei è così. Esuberante e sempre con la battuta pronta. In realtà non so nemmeno come facciano ad essere amiche loro due, dato che sono gli opposti.
≪Stella, cosa ti devo dire? Questo è quello che penso. Ora lasciami un secondo sistemare le ultime cose prima che i ballerini siano pronti. Deve essere tutto perfetto≫.
A questo punto sono troppo curioso e mi alzo dalla poltrona per avvicinarmi a lei e sbirciare il povero quaderno preso in assalto. La pagina è tempestata di correzioni e ultimi ritocchi che probabilmente capisce solo lei. Mi è venuto il mal di testa solo a guardare per due secondi.
Torno a sedermi e Stella mi guarda con sguardo interrogativo per chiedermi cosa stesse scrivendo, ma ho alzato le mani in segno di resa perché non so nemmeno io cosa stia facendo. Finalmente arrivano i ballerini e le prove possono cominciare. Vedo arrivare anche Noah che si siede tranquillamente su una poltrona, lontano da dove siamo seduti io e Stella.
≪Chi è quello?≫, sussurra, indicando Noah con il mento.
Non lo guardo nemmeno. ≪Si chiama Noah. Interpreta il mio rivale≫. Non so neppure io se mi stessi riferendo allo spettacolo o alla vita reale. Probabilmente lo capirò quando avrò finalmente scoperto perché volesse assolutamente entrare nello spettacolo.
≪Lo avete trovato bene, è un bel ragazzo≫. La fulmino con lo sguardo ma me ne pento subito e abbasso lo sguardo.
≪Che ho detto?≫, chiede, non capendo il motivo del mio nervosismo.
≪Niente, tranquilla. Sono solo ansioso per stasera, scusami≫. Non è colpa sua, non conosce la considerazione che ho di lui e nemmeno di quello che ho saputo da Nick.
≪Sicuro di stare bene?≫.
≪Sì, ho solo dormito poco, non farci caso≫.
È Nina ad interrompere la nostra conversazione. ≪Elia vieni. Tocca a noi≫. Annuisco e mi alzo dalla poltrona per salire sul palcoscenico sotto lo sguardo attento di Noah. Mi avvicino al pianoforte dove mi siedo accanto a Nina.
Inizio a suonare Shallow, la nostra canzone, e Nina appoggia la testa sulla mia spalla mentre canto la mia parte. Ora tocca a lei cantare e alterna lo sguardo da me alle mie mani sui tasti, mai di fronte a lei, mai verso il pubblico. In questo momento esistiamo sempre e solo noi due. Chissà come sarà l’effetto questa sera con le luci di scena. Alla fine della nostra esibizione non c’è stato l’applauso di Nick che abbiamo sentito la prima volta in teatro, quando ci presentò Noah. Ma al posto del suo applauso c’era Stella che nel frattempo si era alzata dalla sua poltrona ed esultava emozionata.
Si avvicina al palco facendo ciondolare i suoi lunghi ricci. ≪Non smetterò mai di emozionarmi ogni volta che canterete questa canzone. Vi ricordate quando l’avete cantata per la prima volta insieme sei anni fa?≫, chiede con espressione sognante e gli occhi persi nel vuoto mentre ricorda il nostro duetto dopo pochi mesi che ci eravamo messi insieme.
In tutto ciò, Noah è sempre rimasto in silenzio con lo sguardo fisso sul suo smartphone. Anche Nina se ne accorge e infatti interviene.
≪Noah, stai guardando la scaletta? Tocca a te≫. Devo trattenermi per non ridere. L’ha ripreso come se fosse un bambino.
La loro esibizione non è stata altrettanto emozionante per Stella, che si è limitata ad un semplice ≪Dai, carina l’esibizione≫, mentre si controllava svogliatamente le unghie curate.
Le ore passano velocemente e credo che Nina stia per avere un esaurimento nervoso.
≪Gli abiti di scena ci sono tutti in camerino? I ballerini stanno bene? Controlliamo la musica e le luci, non si sa mai. La platea è pulita? La truccatrice è arrivata? La parrucchiera?≫. Nick non sa più come tranquillizzarla ormai.
≪Nina, ho controllato, procedete tutto nel verso giusto≫.
≪Non prendermi in giro, Nick, ci sono sempre imprevisti≫. Intanto la guardiamo tutti correre da una parte all’altra per non so quale motivo.
≪Nina, fermati un secondo≫, la blocco, ≪va tutto bene, stai tranquilla≫.
≪Elia, non dirmi di stare tranquilla ti prego. Non ha mai funzionato con nessuno≫. La guardo in silenzio per qualche secondo perché so che ha bisogno di essere ascoltata senza essere interrotta. Infatti prosegue. ≪Quando io facevo i saggi di danza era la scuola che organizzava tutto. Il peso della riuscita dello spettacolo gravava su di loro, noi dovevamo avere solo la responsabilità di presentarci in orario per le prove e portare con noi i vestiti di scena. Invece ora se qualcosa dovesse andare storto sarebbe tutta colpa mia≫.
La devo interrompere per forza.
≪Ferma, ferma, ferma. Ti rendi conto di che cosa hai costruito da zero? Hai fatto tutto tu e lo hai fatto in maniera impeccabile≫. Lo vedo da come mi guarda che non mi crede.
≪Elia, è diverso. La danza non insegna solamente a ballare, ma la disciplina. Si insegue sempre la perfezione, non ci si può accontentare di qualcosa fatto bene. Si deve sempre guardare quello che va male, perché sicuramente c’è. Non c’è spazio per l’errore in questo ambiente≫. Poi fa una pausa per guardare i ballerini che si scaldano e provano per conto loro. ≪Li vedi i ballerini? Non si fermano un secondo, nemmeno durante le pause. Per un ballerino non esiste fermarsi e accontentarsi di ciò che è fatto, perchè si può sempre migliorare e perfezionare≫. I suoi occhi si stanno arrossando per le lacrime che vogliono uscire. ≪A costo di sacrificare la propria vita per inseguire i propri obiettivi, non per raggiungerli, perchè questo vorrebbe dire fermarsi e accontentarsi. La vetta per un ballerino è sempre più alta perché deve raggiungere la perfezione≫. Finalmente sposta il suo sguardo dai ballerini a me. ≪Infine la regola più importante per un danzatore è non fare vedere le proprie imperfezioni e fragilità, perché non si possono avere≫.