Segreti e passi perduti

Capitolo 8

Nina

Mancano esattamente due settimane alla sera dello spettacolo e l’ansia continua ad accumularsi. Sono molto emozionata e mi sembra che tutto stia andando bene. Troppo bene. Ho paura che qualcosa possa andare storto. Faccio sempre così: se non ci sono ostacoli me li creo da sola. Sto facendo ciò che più desidero, ballare e cantare. Devo solo godermi ogni momento, ogni emozione. 

Inoltre, si sta avvicinando anche il giorno della partenza di Elia e cerchiamo entrambi di non pensarci per concentrarci sullo spettacolo.

Durante la pausa che facciamo ogni giorno nelle prove il palco rimane libero. Decido di approfittarne mentre sono tutti nei camerini a pranzare e salgo a centro palco. Mi infilo le cuffiette e faccio partire una canzone delle mie coreografie sul cellulare. 

Devo provare, devo provare, devo provare.

Inizio a ballare con la musica nelle orecchie, faccio partire la seconda canzone e poi la terza che questa volta sarà di improvvisazione. Amo improvvisare, mi permette di esprimere tutto ciò che provo nel momento e lo faccio senza pensare troppo alla tecnica e alla perfezione. Ora sono sola e posso permettermi di essere imperfetta. Nessuno deve vedere quanto in realtà io non sia impeccabile come sembra. Devo saperlo solo io. Le debolezze e gli errori me li tengo per me perché solo io le devo conoscere. 

La musica mi rimbomba nelle orecchie mentre continuo a improvvisare buttando fuori quello che non sono mai riuscita a dire a parole. Ѐ questo che fa la danza, mi dà la possibilità di potermi esprimere, di poter comunicare quello che non riesco a dire. Ѐ l’arte di cui non tutti possono comprendere la bellezza. Mi ha realmente salvata da me stessa e dalle mie paure. Non sarei stata la stessa senza. 

Torno alla realtà quando finisce la musica e sento un applauso in lontananza. Mi tolgo subito le cuffiette e vedo Noah in piedi davanti alla prima fila di poltrone in platea, accanto alla porta che conduce ai camerini sotterranei.

Che vergogna. Da quanto tempo è qui?

≪Ehm, Noah, mi hai spaventata. Da quanto tempo sei lì?≫. Mi affretto ad infilare il cellulare con le cuffiette nel borsone che avevo appoggiato di fianco alla prima quinta. 

≪Abbastanza per vedere ancora una volta quanto tu sia fantastica. L’ultima coreografia è nuova? Non ricordo di averla già vista durante le prove≫.

Il suo complimento mi mette in imbarazzo e mi innervosisce allo stesso tempo. 

Non dovrebbe essere nel suo camerino a farsi gli affari suoi?

≪No≫, mi affretto a rispondere, ≪l’ho improvvisata. Non fa parte delle coreografie dello spettacolo≫.

Sale le scalette del palco e mi raggiunge. ≪Sei arrabbiata?≫.

La sua domanda mi sorprende. Aggrotto la fronte confusa. 

Sono arrabbiata? Non lo sono. È solamente fastidioso il fatto che mi abbia spiata di nascosto. Ballo di proposito durante questa pausa approfittando del fatto che siano tutti in camerino a mangiare. Dunque è lecito da parte mia essere irritata.

≪Ovviamente no. Cosa te lo fa pensare?≫. Mi scappa una risata nervosa, non mi risulta mai facile nascondere quello che penso. Se sono nervosa mi si legge in faccia a caratteri cubitali.

≪Sembravi carica di emozioni nell’improvvisazione≫. Fa una pausa per guardarmi negli occhi. ≪Problemi con Elia? Ne puoi parlare se vuoi≫.

Sta scherzando, vero? 

Ma come si permette?

Chi si crede di essere? 

Da quando abbiamo la confidenza di parlare della nostra vita privata? Noi siamo qui esclusivamente per lavorare, non mi sembra difficile da capire come concetto. Quando ho bisogno di parlare vado da Elia. Lui sa già tutto.

≪Sto bene, davvero. Per favore, chiama gli altri che ricominciamo le prove se hanno finito di mangiare≫. Lo supero per gettare il borsone sulla prima poltrona. Sono un po’ infastidita perché l’unica cosa di cui dovremmo parlare è lo spettacolo, non di come mi sento o se ho problemi con Elia, che oltretutto non ne ho. Voglio vedere se così lo capisce e resta al suo posto.

Le prove procedono esattamente come devono fino a quando terminiamo l’ultima esibizione. Anzi no, ne manca un’altra. Manca l’esibizione finale con Elia e Noah. La scelta finale del mio personaggio che si trova in mezzo ai due uomini. 

Noah

La musica parte ed io mi trovo a sinistra, mentre Nina è in mezzo, tra me ed Elia. Ironia della sorte, aggiungerei. In questi mesi di prove sono rimasto nell’ombra per riuscire ad insinuarmi nella coppia piano piano. Non si devono accorgere di me, ma allo stesso tempo devo imprimere nella testa di Nina il mio ricordo, come ha fatto lei con me al liceo. 

Questa esibizione è come una sorta di esame finale per i nostri personaggi. Da chi andrà definitivamente la nostra protagonista? Facile. Da me.

Lei si avvicina prima ad Elia e poi a me mentre canta. Accarezza dolcemente il suo viso, poi accarezza me con più tensione nella mano. Solo io noto la differenza del suo tocco però. Finalmente arriva la fine del brano, ovvero il momento in cui viene diretta da me per lasciare definitivamente alle sue spalle il suo vecchio amore. Non so chi abbia scelto questo finale ma rende perfettamente l’idea di come andrà a finire la storia tra noi tre: con Elia fuori dai giochi.

Quando Nina si avvicina a me io devo sollevarla per poi avvicinare i nostri visi fino a quasi baciarci. Quasi. Lei non vuole un bacio vero, preferisce spegnere le luci ad un passo dal bacio per poi uscire di scena e fare così gli inchini finali. 

Finalmente è tra le mie braccia mentre le premo una mano nella parte bassa della schiena, la sto stringendo più del dovuto ma solo lei se ne può accorgere. I nostri nasi si sfiorano e lei preme le sue mani sul mio petto esercitando una leggera pressione per non farmi avvicinare troppo. 

Le luci si spengono e si stacca definitivamente da me. Fine delle prove.

≪Okay, perfetto≫. Nina si passa una mano sui capelli per riportare i ciuffetti fino allo chignon. ≪Abbiamo finito le prove per oggi. Il giorno dello spettacolo si avvicina sempre di più ed io sono molto soddisfatta del lavoro che stiamo portando avanti≫. Guarda tutti i ballerini che nel frattempo si sono radunati tutti sul palco.

Elia si trova di fianco a Nina con le braccia conserte e le sopracciglia aggrottate. Poi incrocia il mio sguardo e ci fissiamo. 

Che vuole? Non se la sarà mica presa perchè ho quasi baciato la sua ragazza, vero?

Nessuno dei due ha intenzione di staccare il proprio sguardo per primo, intanto Nina continua a parlare.

≪Ora tornate a casa e riposatevi che domani è un’altra giornata impegnativa≫. Sorride a tutti e aspetta che i ballerini vadano a cambiarsi nei camerini per tornare a casa. 

Faccio un ultimo sorriso beffardo ad Elia per uscire dietro le quinte e continuo a sentire il suo sguardo addosso finchè non sparisco.

Una volta sceso nel camerino recupero il mio cellulare e vado in platea dove sento le voci di Elia e Nina che parlano a bassa voce, quindi rimango dietro la porta per ascoltare la loro conversazione.

≪Non credo sia sincero≫. Sento dire ad Elia.

≪Non so cosa tu abbia notato, ma comunque ai fini dello spettacolo non è un mio problema. Dopo quella sera sarà tutto finito e rivedrò solo i ballerini per ovvie ragioni. Quindi puoi stare tranquillo≫.

Stanno parlando di me? Nick è il migliore amico di Nina, quindi lo escludo.

≪Va bene, andiamo a casa ora≫. Li vedo scendere dal palco insieme per raggiungere l’uscita del teatro. Esco allo scoperto e cammino tra le poltrone vuote sorridendo tra me e me mentre da lontano li osservo uscire. A quanto pare Elia inizia a vedere il nemico.

 

Una volta tornato a casa mi faccio una doccia e mi siedo sul letto con ancora l’asciugamano legato in vita e i capelli umidi. Alla mia destra giace il mio telefono e penso solo ad una cosa.

Dovrei chiamare Nina. Oggi quando l’ho sorpresa dopo la sua improvvisazione sembrava nervosa e per il resto delle prove non mi ha mai degnato di uno sguardo. Inoltre, ho il sospetto che Elia la stia mettendo in guardia da me. Devo assolutamente chiamarla con una scusa.

Cerco il suo numero in rubrica e faccio partire la chiamata. Squilla, ma non risponde.

Non risponde.

Non risponde.

≪Pronto?≫. Ha risposto.

≪Ehm… ciao≫. Mi passo una mano tra i capelli. ≪Ti ho chiamata…. ti ho chiamata perché…≫.

≪Sì?≫.

≪Volevo sapere come stai≫. Passa qualche secondo prima che mi risponda.

≪Sto bene≫. Pausa. ≪Hai chiamato solo per questo?≫.

≪Sì, beh, oggi mi sembravi strana e mi sono preoccupato≫. Mi sono preoccupato? Ma che sto dicendo? Sono un idiota, è ufficiale.

La sento sbuffare. ≪Noah, sei gentile. Ma non c’è bisogno che mi chiami a meno che non sia per chiedermi qualcosa riguardo allo spettacolo≫.

Vuoi fare la preziosa, è così? Allora devo stare al gioco.

≪Certo, lo spettacolo≫. Mi sta venendo da ridere ma mi devo trattenere altrimenti è la volta buona che la faccio arrabbiare sul serio. ≪Avrei una proposta, diciamo un consiglio sul finale≫.

≪Sarebbe?≫.

≪Penso che la scelta della protagonista sia un momento molto atteso dal pubblico che ha seguito la storia, no?≫.

≪Vai avanti≫.

≪Ecco, secondo me il finale che abbiamo ora è abbastanza sbrigativo, accade tutto troppo velocemente e il pubblico non ha il tempo di godersi il momento tra i due innamorati≫. Non la sento replicare quindi continuo.

≪Sarebbe più emozionante se ci fosse più romanticismo, non saprei, magari un bacio appassionato alla fine invece di spegnere le luci≫. Ora la faccio arrabbiare veramente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *